Le caserme storiche di Pinerolo

  • Caserma "Bricherasio" (ex Tribunale)

L’odierna struttura trae le sue origini dall'antica Caserma “Bricherasio”, realizzata nella seconda metà XVII secolo, durante la seconda occupazione francese (1630-1696) su progetto di Vauban Sébastien Le Prestre, nel quadro della realizzazione delle opere fortificate della città di Pinerolo. Essa era “costituita da un complesso di tre edifici, si trovava nella zona alta della città vecchia, in Via San Giuseppe, nei giardini dell'antico convento di San Francesco. Si trattava di imponenti edifici, scaglionati in altezza sul pendio dominato dai muraglioni di sostegno del convento e del terrapieno ad esso adiacente. I tre edifici vennero denominati casermette: “San Francesco”, “San Lorenzo” e “Sant'Antonio”.
In origine la caserma "Bricherasio” venne destinata all'acquartieramento di reparti di fanteria.
Da fine ‘800  e fino agli inizi del ‘900, fu sede di reparti del 3° Reggimento Alpini, sempre in quegli anni, fu adibita a Distretto Militare, e tale restò fino alla soppressione del medesimo, avvenuta nel 1958. Il 1° aprile 1959 venne approvata dal Consiglio dei Ministri un disegno di legge che autorizzava la permuta delle caserme tra il Demanio dello Stato ed il Comune di Pinerolo. La permuta implicava, tra l'altro, la cessione della caserma “Bricherasio” al Comune che, l’adibì ad abitazioni civili fino al 1980, quando il complesso di edifici che costituivano l'antica caserma, dopo massicci lavori di ristrutturazione, protrattisi fino al 1990, verrà destinata ad ospitare gli Uffici Giudiziari cittadini ed alcuni Uffici della Regione Piemonte.”
[1].

Dopo la chiusura dei tribunali periferici, oggi la struttura ospita alcuni uffici regionali e l’ufficio del Giudice di Pace.

  • "Hôtel de Cavalerie", poi Caserma "Adolfo Serafino"

Anche l’odierna caserma “Serafino” fu costruita nella seconda metà del XVII secolo su progetto del Vauban: “I lavori vennero eseguiti sotto la direzione dell'ingegnere La Motte de la Nise, appaltatore delle opere fu l'architetto Cristoforo Carenzana e direttore dei lavori l'ingegnere De La Boussière. Le spese relative furono per un quarto a carico del governo francese ed il restante, a carico della civica amministrazione.

La caserma, originariamente denominata "Quartiere Hotel" venne destinata ad alloggiare gli squadroni di cavalleria appartenenti alla guarnigione della piazzaforte.
Si trattava di un massiccio ed imponente edificio, a forma pentagonale, con un'ala prolungata sulla strada di Fenestrelle, a quattro piani, con un portale d'ingresso in pietra, rivolto sulla piazza.

Nella prima metà del 1800 la caserma “Serafino”, intanto, intitolata a “Vittorio Amedeo II”, è sede di reparti di cavalleria.

Soltanto verso la fine del 1800, quando venne ultimato il nuovo quartiere di cavalleria sulla strada provinciale di Torino, la Caserma “Vittorio Amedeo II°” dopo che, per due secoli, fu destinata all' alloggiamento della cavalleria, venne adibita a sede del 70° Distretto Militare. Tra fine 800 ed inizi 900, il Distretto Militare fu trasferito alla “Bricherasio” e la “Vittorio Amedeo II°”, diviene sede di reparti del Battaglione Alpini “Pinerolo”.

Nel 1937, quando il 3° Reggimento Alpini venne trasferito a Pinerolo nella caserma “Berardi”, la “Vittorio Amedeo II°” venne utilizzata per i magazzini di mobilitazione, laboratori di sartoria, calzoleria, selleria ed armi del 3°. Nel secondo dopoguerra, venne denominata caserma “Adolfo Serafino”[2], successivamente, la caserma fu sede abitativa per una quarantina di famiglie e, di esercizi commerciali al piano terra. Tutto ciò snaturò la funzione originaria della caserma che, tra l'altro, fu in quel periodo assillata da condizioni permanenti di degrado.

Il 1° aprile 1959 venne approvato dal Consiglio dei Ministri un disegno di legge che autorizzava la permuta di molte caserme, che implicò, tra l'altro, la cessione della caserma “Serafino” al Comune. Ma fu solo un atto formale in quanto il destino della caserma fu irrimediabilmente segnato il 9 aprile 1960 quando, nelle prime ore del giorno, crollò parte dell'edificio, che dava su Via Lequio.

Furono sufficienti tre giorni, il tempo necessario per sgombrare e sistemare le famiglie che ancora abitavano la caserma, per dar modo al Sindaco di firmare l'ordinanza per l'abbattimento di tutta la costruzione, dichiarata inabitabile e pericolante.

In poche settimane vennero accumulati 12-13.000 mc. di macerie, che rappresentarono i resti di quella che fu la più imponente caserma nella storia di Pinerolo.”[3].

Rimane visibile, all’incrocio tra Piazza Barbieri e Via Oberdan, un pregevole architrave in pietra con un sole scolpito. Tale è il portale del Re Sole, parte dell’antica caserma.

 

[1] Caserma "Bricherasio" - Pinerolo (TO) - Vecio.it

[2] Medaglia d’Oro al Valor Militare, conferita nel 1944, con le seguenti motivazioni: “Ufficiale degli alpini, dopo l’armistizio impegnava nella zona di Massa Carrara combattimento contro forze tedesche assumendo di iniziativa anche il comando di una batteria. Ritornato in Piemonte organizzava le prime formazioni partigiane delle valli pinerolesi divenendo poi capo di stato maggiore della Divisione alpina autonoma “Val Chisone” e partecipando a varie azioni di sabotaggio. Nel novembre 1944, circondato da forze soverchianti, con una banda di patrioti si poneva alla testa di alcuni ufficiali, decisi, pur essendo consci del sicuro sacrificio, a resistere fino all’estremo per ritardare l’avanzata del nemico e consentire di mettere in salvo uomini ed armi. Impegnato il combattimento, dopo varie ore di lotta, esaurite le munizioni, nell’estremo tentativo di aprirsi un varco con le bombe a mano, veniva falciato dal fuoco nemico, unitamente agli altri ufficiali, attirati dal suo sublime esempio di eroismo. Il suo nome è divenuto leggendario in tutta la Val Chisone ed alla sua memoria fu intitolata la Divisione partigiana « Serafino » che combatté nella stessa valle valorosamente il tedesco fino alla liberazione. Italia occupata, settembre 1943- novembre 1944.” - Le onorificenze della Repubblica Italiana (quirinale.it)

[3] https://www.vecio.it/cms/caserme-e/caserma-qadolfo-serafino-pinerolo-to