Il castello e il ricetto di Villecloze (Fenestrelle)

Nel piccolo villaggio sopra Mentoulles, durante il medioevo, pareva esservi un castello fortificato che dominava la valle. La struttura sorgeva sulla sommità della rupe sovrastante il borgo, in posizione agevolmente difendibile, con due lati a picco o ripidissimi verso il rio di Mentoulles a costituire una difesa naturale. Pare che fosse stato fatto costruire dal delfino Guigo nel 1260 e poi ampliato fino a diventare un centro abitativo ed economico autonomo, baricentro amministrativo della valle e residenza del castellano tra il XIV e il XVI secolo.

Ad esso si accedeva attraverso alcune porte aperte lungo le cortine murarie, mentre agli angoli della struttura si ergevano le classiche torri di guardia. Il perimetro di cinta era di circa 123 m, la cortina era spessa più di 1 m e alta 9 m all'altezza del camminamento. Davanti alla porta principale c’era un recinto merlato, sopra di essa una torre bertesca a due piani dotata in alto di merli per migliorarne la difesa; l’interno ospitava 5 edifici di servizio, oltre ad un granaio adibito, alla necessità, a carcere.

La struttura risulta essere parzialmente deteriorata già all’inizio del ‘500 e nel 1892 parte del materiale con cui era stato costruito il castello, ormai completamente in disuso, fu probabilmente utilizzato per la costruzione di un paravalanghe. Oggi sono ancora visibili alcuni terrapieni e tratti di muratura, che presentano la tipica costruzione “a lisca di pesce”, elemento caratterizzante dell’epoca medievale.

Sotto al castello, anche il borgo di Villecloze (che letteralmente significa "villaggio chiuso”) era completamente circondato da una cinta muraria merlata, che formava un perimetro totale di 712 m e si saldava a quella del castello. A intervalli regolari sporgevano dalla cortina cinque torri, con le sole tre mura esterne per permettere ai difensori del borgo di salire in caso di necessità.

Troviamo ancora alcune tracce delle antiche fortificazioni nella toponomastica, espressa dalla cartellonistica presente: “La Ròcchë d'la Pòrtë” si chiama così perché  attraverso questa struttura rocciosa c’erano i due accessi da est all’abitato di Villecloze; “La Pòrtë d’amont" conduceva nelle proprietà, mentre “La Pòrtë d’avol” era percorsa dalla strada medievale più importante che ci fosse in quel tempo. Le ultime abitazioni si affacciavano sulla “Mure” (o “Muro”), l’antica cortina che cingeva sui due lati l’abitato di Villecloze, da sud e da ovest. Dalla piazzetta del paese si prende la "Vio da Mèi", che attraversa l’abitato in direzione est-ovest e, giunti a metà del paese, si prende la "Vio da Chatèl" (strada del castello) che sulla direttrice nord sud sale in pochi minuti al sito del castello.