Campi trincerati e villaggi fortificati in alta Val Chisone

  • Le mura del borgo di Fenestrelle

Grazie ad alcune rappresentazioni cartografiche, si sa che il borgo di Fenestrelle negli ultimi anni del ‘600 era protetto da una recinzione, realizzata probabilmente in concomitanza con i lavori del Fort Mutin.  Il Vauban, durante la visita ispettiva avvenuta nell’agosto dell’anno 1700, ne diede un giudizio poco lusinghiero, commentando che esse "erano tenute su con fango e sputo". L’ingegnere di Luigi XIV progettò pertanto un poderoso rifacimento delle difese fenestrellesi, compresa la costruzione di mura più ampie e spesse intorno all’abitato, collegate al Fort Mutin e rafforzate da una serie di torri bastionate ovali, alte tre piani, dotate di casematte per ospitare cannoni e fucilieri. Per l’attraversamento del Torrente Chisone era prevista la costruzione di un ponte ad unica arcata, con una grossa grata metallica che chiudeva l’accesso.

Nulla di tutto ciò fu realizzato, per mancanza di tempo e di risorse. Dopo la conquista sabauda del 1708, vennero semplicemente effettuati alcuni lavori di ristrutturazione delle preesistenti mura del borgo. Attualmente, una parte del muro di recinzione e alcune torri sono ancora ben visibili, specialmente dal lato del paese rivolto verso il fondovalle.

  • Le difese dei villaggi dell’alta valle (Usseaux/Pragelato)

Durante le operazioni militari del 1692-1694, il generale Catinat ordinò la costruzione di difese per proteggere molti dei villaggi dell’alta Val Chisone dalle frequenti incursioni a cui erano sottoposti, da parte specialmente delle milizie valdesi al servizio dei Savoia. I progetti prevedevano cinte murarie per i borghi di Usseaux, Balboutet, Pourrieres, Fraisse, Soucheres Basses, La Ruà, Soucheres Hautes, Granges, Villardamond e Duc. Durante una visita ispettiva francese del 1699, venne rilevata la presenza di fortificazioni presso Soucheres Basses, La Ruà, Grand Puy, Rif, Usseaux e Traverses. In una carta del 1742 si notano delle opere difensive presso i villaggi di Balboutet (Barbeautè), Fraisse (Fraijsen), Pourrieres (Porriere) e Usseaux (Vccheaux). Pochi anni dopo troviamo indicate difese, oltre che nei villaggi precedenti, anche presso i borghi di Grand Puy e Soucheres Basses. Si trattava probabilmente di strutture molto semplici, realizzate in legno o altri materiali deperibili, in quanto nulla è più rilevabile oggi sul terreno.

  • Il campo trincerato di Prà Catinat (Fenestrelle)

Alla fine dell’anno 1692 il maresciallo Catinat, comandante dell'esercito francese, si accampò in una zona a monte della borgata Puy di Fenestrelle, in attesa delle truppe di rinforzo per soccorrere la città di Pinerolo assediata da Vittorio Amedeo II. Qui trascorse l’inverno costruendo alcune opere difensive, che sfruttavano la morfologia del territorio, e soprattutto lasciando il suo nome alla località, che infatti ancora oggi si chiama Prà Catinat (o Pracatinat).

Poco a monte troviamo anche il toponimo “Saret del Campo”, riferito a un poggio al confine col territorio del Comune di Roure dal quale si domina la valle, presso cui oggi passa la strada carrozzabile che conduce al Rifugio Selleries. La località segnava il confine orientale dell'accampamento del Catinat. Da alcune testimonianze pare che ancora parecchi decenni dopo, nel 1766, i resti del campo trincerato fossero ben riconoscibili, mentre oggi nulla è rimasto, a parte il toponimo e un pannello informativo presso la fontana.

  • Il campo trincerato di Balboutet (Usseaux)

Nel corso degli eventi bellici legati alla Guerra di Successione Spagnola (1701-1714) e a quella Austriaca (1740-1748), il territorio di Balboutet, piccola frazione del Comune di Usseaux, fu sede di diversi campi militari dell'armata sabauda e dei suoi alleati imperiali. Nell’estate del 1708 il duca di Savoia fece realizzare un ampio campo trincerato, ritenendo che la posizione fosse ottimale sia per governare le comunicazioni dell'alta valle, sia per organizzare l’assedio del Mutin. Venne dunque realizzata una difesa campale ad ovest del villaggio per proteggere l’insediamento temporaneo da eventuali attacchi provenienti dalla parte di Pragelato, che i francesi potevano tentare in soccorso della fortezza assediata. Nella “Carta Corografica delle Valli di Susa, Moriena, Bardonanche, Oulx, Exilles, Cesana, Pragellato, St.Martino, e Perosa, …” vediamo una linea trincerata che sale con sviluppo rampante il versante della montagna a dominio di Balboutet, lasciando intendere che la difesa doveva necessariamente estendersi a monte dell'abitato e ortogonale alle isoipse, per creare un fronte di sbarramento completo verso monte. E’ infatti raffigurato anche un ulteriore trinceramento più a monte, lungo il versante sotto le Vallette; una linea analoga è inoltre rappresentata alla destra del Torrente Chisone, simmetrica ai trinceramenti di Balboutet, che per un breve tratto saliva il versante settentrionale del massiccio dell'Albergian ad ovest del villaggio di Laux.

Il territorio di Balboutet tornò ad essere strategico verso la metà del secolo: nel 1744 infatti il barone di Leutrum individuò in questa zona la posizione principale per collocare le sue truppe, in diretto collegamento con il sito difensivo del Colle delle Vallette. Si rileva però che nessuno scritto né cartografia dell’epoca segnalano la presenza di trinceramenti ad ovest del villaggio di Balboutet e a difesa del campo, provando che evidentemente le opere del 1708, non più oggetto di manutenzione nel corso dei decenni, erano andate in rovina.